i Cavalieri a protezione della Materanità

i Cavalieri a protezione della Materanità

20 Giugno 2022 0 Di Francesco Salvatore

No, non posso credere che l’organizzazione delle celebrazioni in onore di Maria SS della Bruna si
trasformino in una corrida tra difensori dell’ordine pubblico e difensori dell’ordine delle tradizioni e della
storia della città di Matera. Forte si sta levando nelle ultime ore il grido di passione della città affinchè tutti i soggetti ritornino a confrontarsi ed a trovare la corretta mediazione tra le diverse esigenze.


Vi è una considerazione che è necessario porre alla base di ogni iniziativa e di ogni scelta ed è circoscritta
tutta nell’analisi del ruolo che ogni componente deve svolgere all’interno delle celebrazioni.
Quasi certamente c’è un errore da parte di Prefettura e Questura nel voler racchiudere l’avvenimento del 2 luglio al solo giorno della Festa. Lo recita benissimo un claim da sempre in voga “il nostro giorno più lungo, il 2 luglio tutto l’anno”. Ci sono attività che i Cavalieri di Maria SS della Bruna, gli Angeli del Carro, l’Auriga e la sua squadra, i Pastori dell’Anima, svolgono durante tutto il tempo che va dalla mezzanotte dell’anno precedente alle prime luci dell’alba della nuova Festa. Tradizioni che si tramandano da oltre 600 anni e che hanno travato, modificandolo nel tempo ed in considerazione del tempo presente, il giusto equilibrio tra partecipazione e sicurezza. Ogni elemento, sotto la guida attenta del Comitato organizzatore della Festa, ha elevato l’attenzione al rispetto delle regole, finanche delle leggi se ve ne fosse stato bisogno. Al rispetto degli animali coinvolti. Lo voglio ricordare prima a me stesso, ma voglio lanciare un messaggio a chi dovrà vivere il 2 luglio senza sentirlo nel DNA, la protagonista assoluta della Festa è Maria SS della Bruna ma, immediatamente dopo, la città vive un rispetto religioso anche per i muli, animali meno nobili nell’immaginario collettivo, ma che a Matera accompagnano la Patrona, poi ci sono i cavalli, agghindati a festa e controllati minuto dopo minuto da uno staff tecnico e veterinario che ne assicura il benessere.
C’è da sempre una organizzazione che, quasi senza accorgersene, coinvolge tutti i cittadini. Da coloro che
riempiono il corteo, ai materani che festosi fanno da ali al passaggio del carro, a quanti decidono di seguire e chiudere il corteo.


In questa perfetta organizzazione sociale, da qualche anno, hanno dovuto trovare posto anche le forze
dell’ordine. Donne e uomini a cui va l’infinito ringraziamento per il lavoro che svolgono mentre la città fa
festa. Ma perché ne sono entrate a far parte? Perché qualche decina di anni or sono qualcuno decise che
non era più il tempo del confronto, forse il momento di gioia andava militarizzato. Ne è seguito un percorso di rieducazione e di riappropriazione della festa da parte dei materani, ed il ritorno alla quasi normalità.
No, non posso credere che nel 2022, dopo due anni di estremo sacrificio con Maria SS della Bruna
impossibilitata ad attraversare la città, non si viva un momento di intelligenza collettiva in cui le massime
istituzioni del governo e della sicurezza si aprano al confronto con il sentimento religioso e la passione dei cittadini per continuare sul solco delle tradizioni che, persino nell’anno da Capitale Europea della Cultura con il massimo afflusso di turisti e con l’attenzione dell’intera Europa rivolta a Matera, hanno visto la festa concludersi in sicurezza ed allegria.
Si riparta da qui! Prefetto e Questore rispondano positivamente agli appelli ed evitino, con un
atteggiamento di chiusura, di passare per chi vuole rubare la scena alla SS Maria della Bruna. Questo è il
tono di una missiva che ho inviato a quanti sono citati in questa riflessione ed ora come tutti i materani mi aspetto una risposta che contenga una scelta pienamente condivisa.