Il “G20 degli Esteri e della Cooperazione” è la prova che Matera può essere Laboratorio privilegiato per il PNRR

29 Giu

Tre indizi rappresentano certamente una prova!

“Perché, ancora una volta, Matera si trova al centro del Mondo?” Questa non rappresenta più una domanda ma è una assoluta certezza. La città italiana con le maggiori difficoltà di collegamento per la mancanza, atavica, di infrastrutture, vive un costante e crescente rapporto aperto di interscambio culturale con il resto del Pianeta.

Dopo l’esperienza da Capitale Europea della Cultura nel 2019, da semplice palcoscenico internazionale, la città si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di contaminazione ed oggi i Ministri degli Esteri e della Cooperazione Internazionale di 50 paesi del Mondo si confronteranno, all’interno dei luoghi della storia materana, per verificare l’andamento degli accordi per la salvaguardia della sostenibilità della gestione del Pianeta Terra.

Al netto di un minimo mancato consenso, legato ad uno stato psicologico vissuto da una parte della società che non è in grado di analizzare e cogliere le opportunità di eventi di tale portata e di un disagio importante, da parte di taluni, nel ritrovarsi esclusi dai processi decisionali per i quali il pass per potervi accedere lo si conquista con l’intelligenza politica e l’umiltà del lavoro e della progettazione, c’è da chiedersi: perché Matera agli occhi del Mondo rappresenta una certezza?

L’analisi non può che partire dal momento storico, e va ribadito ancora una volta, internazionale. L’attenzione è rivolta in particolare al Sud del Mondo e, per l’Europa, alla piattaforma di interazione che è rappresentata dal Mar Mediterraneo, ai Paesi le cui coste ne sono bagnate, con uno sguardo più lungo verso quei luoghi che, se pur senza un affaccio diretto, sono interessati dalle rotte, dai transiti, dai viaggi che all’interno del Mediterraneo si consumano.

In questa ottica, i corsi ed i ricorsi storici, sono la mappa sui cui si sviluppa il ruolo centrale di Matera, crocevia nel passato di popoli che per necessità si spostavano da sud a nord e viceversa, crocevia nel presente di flussi economici considerati a tutti i livelli la massima opportunità di ripresa dopo un periodo di blocco totale dovuto alla pandemia in corso. Ed è proprio guardando questa mappa che troviamo una importante risposta: la posizione geografica della Città di Matera va oltre ogni confine politico che oggi si conosca. L’orografia del territorio circostante impone uno sguardo privilegiato verso il mare a cui chiedere la restituzione, attraverso quelle acque vitali, dei processi di crescita e sviluppo sociali prima che economici.

Matera è una certezza oggi perché Matera è sempre stata una certezza, anche quando qualcuno ha osato definirla “la vergogna d’Italia” Matera ha saputo con umiltà rialzare la testa è diventare laboratorio di architettura ed urbanistica, poi “Capitale della Cultura” e laboratorio di co-progettazione e co-produzione, oggi “Città del G20 Esteri e Cooperazione” è laboratorio per la sostenibilità e transizione ecologica: che siano questi i tre indizi che rappresentano la prova provata che Matera può, e deve, essere laboratorio privilegiato per una Programmazione, Progettazione, Positiva Contaminazione per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che intercetti reali fabbisogni e li trasformi nel fattore moltiplicatore, auspicato dalla Comunità Europea, e terapia salvavita per la Basilicata intera?

Questo il messaggio che sicuramente Domenico Bennardi Sindaco della Città lascerà leggere ai Ministri degli Esteri e della Cooperazione Internazionale del G20 passeggiando nei luoghi della Storia di Matera.

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