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3 Gen

#100anni #nonnarosaria

Articolo pubblicato dalla testata on line Sassilive.it e da “Il Quotidiano della Basilicata”

100 anni trascorsi a Matera, proprio nel momento in cui Matera si appresta ad ospitare l’Europa. Il 2 gennaio 1919 nasceva Maria Rosaria Vaccaro, nel quartiere del Sasso Caveoso conosciuto come “le Malve”, quasi in una grotta, per poi trasferirsi insieme al marito Francesco Salvatore, nel nuovo Piccianello, a due passi dalla “fabbrica del carro”.

 

 

Compie 100 anni “Nonna Maria” come è conosciuta dagli abitanti del quartiere, “Nonna Rosaria” invece per i 4 figli, Andrea, Antonio, Pasquale, Nicola, per le rispettive consorti, per i 10 nipoti, quattro Francesco e quattro Maria Rosaria, oltre ad Ada e Michele, la tradizione del nome di famiglia portata avanti con perseveranza, e nel tempo si sono aggiunti un’altra dozzina di bis nipoti. Oggi Nonna Rosaria è la capostipite di quattro generazioni che si sono date appuntamento per festeggiare il centenario in un noto locale della città.

Ci sarà anche il Sindaco Raffaello De Ruggieri a consegnare la targa in ricordo dell’importante traguardo raggiunto.

100 anni trascorsi tra mille difficoltà senza mai piegare la testa, con negli occhi ancora la paura “dei tedeschi” durante la seconda guerra mondiale, ma con la forza e la tenacia delle donne cresciute nei sassi pronte ad accogliere al loro focolare ogni componente della famiglia alla minima difficoltà. Esempio vivente del “vicinato a porte aperte”, esempio di una famiglia sempre al servizio della Città, tra maestranze dei muratori del Comune, maestri del lavoro e Cavalieri della Repubblica (ultimo in ordine di tempo Francesco Presidente dell’Associazione Culturale Matera 2019).

100 anni che possono raccontare un secolo della città di Matera, non chiedetele di comprare la “cialledda” in un ristorante, rischiereste di farvi mandare male da lei per la quale la “cialledda” era il piatto dei giorni in cui non c’era nulla da mangiare ed il momento di raccogliere pane raffermo e resti di verdure da far bollire insieme, non raccontatele del Mueo Demo Etno Antorpologico che si sta per inaugurale proprio nelle grotte delle Malve da cui la famosa 771 con un atto di forza la estirpò per regalarle una nuova vita al piano della città, non lo capirebbe e non lo comprenderebbe, ma al contempo è stata attenta osservatrice, con orgoglio di quello che i suoi figli ed i suoi nipoti sono stati capaci di costruire per il bene di tutti. Ne va fiera, lo racconta a tutti i suoi conoscenti. È sempre li in via Marconi 2, dove ormai da quasi 20 anni il mezzogiorno del 2 luglio la carrozza che accompagna il Bambinello sosta qualche secondo per il saluto di Nonna Maria e del più piccolo della Famiglia Salvatore, una tradizione che Nicola è stato capace di creare ed a cui nessun componente della famiglia è “sfuggito”.

In cento anni si possono commettere tanti errori, si possono generare tante incomprensioni, ma sono certamente un dato insignificante rispetto a tutto il bene distribuito, a tutto il bene fatto, non è ancora stanca “nonna Rosaria”, ha intenzione di tenere testa alla vita ancora per molto, ed è questo l’augurio che tutta la famiglia le rivolgerà al taglio della torta. Auguri “Nonna Maria”!

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